Epatite autoimmune e biopsia

Mi è stata di recente diagnosticata un'epatite autoimmune tipo I-IgG4+. Sono in fase di spontanea normalizzazione delle transaminasi e prima di valutare l'inizio della terapia steroidea, mi è stata indicata l'esecuzione della biopsia epatica. Sono molto intimorita da questo esame, mi chiedevo se la biopsia debba essere un passaggio obbligato o se esistono esami sostitutivi meno invasivi. Grazie
Prof.MarcoCarboneSpecialista in Gastroenterologia ed Epatologia Centro per le Malattie Autoimmuni del Fegato
Università di Milano-Bicocca ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Milano


Questo parere non ha valenza di consulto medico e non può sostituire il colloquio, la visita e l’esame della documentazione medica del paziente.

Buongiorno

in genere l'epatite autoimmune come la forma associata a IgG4, non avendo dei marcatori non invasivi tipici, necessitano di una conferma diagnostica con il prelievo bioptico epatico (per differenziarle da altre forme di epatite, per esempio da farmaci). Al momento mi sembra di capire che vi è un "sospetto" di malattia e se gli esami si normalizzano spontaneamente avrebbe più senso monitorarli e non eseguire la biopsia epatica con esami normali ma solo in caso di riaccensione dell'epatite.

Cordiali saluti