terapia colangite sclerosante
Dirigente Medico, S.C. Gastroenterologia, IRCCS Fondazione San Gerardo dei Tintori, Centro delle Malattie Autoimmuni del Fegato, Università di Milano-Bicocca
Gentilissim*
i dati sul norUDCA sono sicuramente incoraggianti e bisognerà vedere, se il farmaco verrà registrato, l'effetto che avrà su una corte di pazienti al di fuori del trial e sugli eventi clinici. Attualmente il farmaco non è in commercio e viene fornito all'interno di uno studio a chi ha partecipato al trial clinico di fase 3.
La vancomicina orale viene utilizzata come farmaco off label e, presso il centro di Monza - Università Bicocca, è attivo un trial clinico di fase 2 vs placebo che ha l'obiettivo di dimostrarne la sicurezza e l'effetto su parametri biochimici e radiologici in maniera più solida rispetto agli studi retrospettivi disponibili.
Non è da escludere che diverse alternative terapeutiche con differenti target in un futuro possano anche essere studiate assunte in associazione, ma ad oggi i dati non lo consentono.
In merito all'ipercolesterolemia in corso di colestasi, sicuramente la colestasi può portare incremento del colesterolo che quando è dovuto solo ad essa non è da trattare, tuttavia la valutazione del colesterolo e la conseguente terapia deve essere fatta in un centro specializzato poiché anche i pazienti molestatici possono non essere scevri da incremento del rischio cardiovascolare e dalla necessità di trattare la dislipidemia sebbene peggiorata dalla colestasi. Pertanto, le consiglio di sottoporre il suo caso al suo epatologo curante che valuterà il suo profilo di rischio cardiovascolare e gli esami lipidici specifici per valutare la necessità o meno di introdurre un farmaco ipolipemizzante.
Cordialmente,
dr.ssa Laura Cristoferi