colangite sclerosante

Buongiorno, forse gia' un paio di anni fa su un sito americano avevo letto dello studio sulla possibilita' di riparare le vie biliari,ora ,proprio oggi ho letto che anche qui sul sito Epac ne parlate : http://www.malattieautoimmunidelfegato.it/notizie/ultime-notizie/ecco-i-mini-dotti-biliari-prodotti-in-laboratorio-che-potranno-riparare-il-fegato ovviamente,quando la medicina avanza e' solo motivo di gioia per tutti noi o per le generazioni future. Quello che mi chiedo e' : spesso si parla di questi studi e molti titoli fanno immaginare che la soluzione possa essere piu' o meno vicina,quando poi invece,la complessita' dello studio,nonostante l'impegno dei ricercatori e le tante sfaccettature dello studio stesso porta via ,nella migliore delle ipotesi un decennio e questo spesso,con rammarico per tutti noi,senza risultato. Anche delle cellule staminali si parla da tanto,anche su questa pagina se ne e' discusso piu volte,ma ad oggi,nonostante i vari tentativi non si sa nulla di certo nonostante il web,a suo tempo abbia piu' volte scritto che alcuni pazienti trattati sia a Roma che a Bologna o Torino,trattati,stanno bene ed hanno stabilizzato la malattia. Idem per il trapianto fecale. Per quanto sopra mi permetto di chiederle,in tutta onesta' e senza facili ottimismi...cosa pensa di queste attuali ricerche? Qualcuna di queste sara' mai per davvero applicata alla pratica clinica? se dovessimo stimare un arco temporale? sarebbe davvero un miracolo in atteso la rigenerazione dei dotti biliari anche se al momento,e mi piacerebbe essere smentito al piu' presto,questo mi pare pura fantasia.
Prof.MarcoCarboneSpecialista in Gastroenterologia ed Epatologia Centro per le Malattie Autoimmuni del Fegato
Università di Milano-Bicocca ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Milano


Questo parere non ha valenza di consulto medico e non può sostituire il colloquio, la visita e l’esame della documentazione medica del paziente.

Buongiorno
Abbiamo più volte parlato su questo sito della ricerca farmacologica e non nel campo della PSC che rimane un argomento molto complesso, e causa di false aspettative e frustrazione da parte dei pazienti.

L'ultima ricerca, a cui Lei fa riferimento, che ha dimostrato che un fegato umano può essere migliorato o riparato utilizzando cellule coltivate in laboratorio, è certamente un passo avanti notevole nello sforzo scientifico di individuare nuovi approcci per curare la PSC, e non solo.

Vi è certo discordanza tra l'informazione laica e la letteratura scientifica, quest'ultima più rigorosa.

Oggi dobbiamo essere fiduciosi per la molteplicità di approcci terapeutici che si stanno studiando in questo campo, dall'utilizzo di cellule staminali, alla manipolazione del microbiota, dalle terapie immunologiche a quelle che agiscono sulle vie biliari.
La ricerca epatologica ha fatto grandi conquiste negli ultimi anni come lo sviluppo della terapia per l'epatite C che era la bestia nera prima della PSC in termini di numero di persone affette e severità della malattia; la terapia per la CBP con nuove molecole già disponibili, e molti altri traguardi.

Non possiamo non essere ottimisti.

Un cordiale saluto