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Portale Epatite e malattie del fegato
Malattie autoimmuni

Riflessione sulla risposta autoimmune

Buonasera a tutti, Non sono un medico, non sono un ricercatore sono una persona semplice che ha fatto studi agro-forestali. Cercherò di essere il più conciso possibile, desideroso di avere con voi che esercitate la vostra difficile professione un confronto costruttivo. Come sapete meglio di me si contano più di 80 tipi di patologie autoimmuni, la storia di queste malattie è eccessivamente lunga e di passi avanti ne sono stati fatti pochi in questi ultimi 20 anni, tranne per i farmaci immunoterapici che incidono sull'andamento di alcune malattie autoimmuni ma non sulle cause. Non saprei a chi porre questa domanda in quanto ogni paziente ha il suo specialista e non esiste un medico comune. Si parla sempre di più di questo fantomatico trigger ambientale: virus, fungo, batterio o sostanze chimiche. Io ve la butto lì, ma dal 1980 in poi si sono repentinamente sostituiti i pesticidi organofosforici con i derivati del piretro (miscela di piretrine che tra l'altro viene usata indiscriminatamente in agricoltura biologica) cioè i piretroidi. Ad oggi sono ormai gli unici usati. Possibile che non risultino studi fisiopatologici in merito? Non potrebbe essere interessante vedere l'azione di queste sostanze sul GALT intestinale? Forse sarebbe uno di quei punti da cui partire per iniziare a cambiare rotta e fare qualche passo avanti. Buona serata a tutti, spero in una vostra risposta anche se fuoriluogo dal contesto di questo sito
Prof.MarcoCarboneSpecialista in Gastroenterologia ed Epatologia Centro per le Malattie Autoimmuni del Fegato
Università di Milano-Bicocca ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Milano


Questo parere non ha valenza di consulto medico e non può sostituire il colloquio, la visita e l’esame della documentazione medica del paziente.

Buongiorno

Il suo messaggio è molto interessante e lo accogliamo come una proposta di studio.

Pochi studi sono stati eseguiti fino ad ora per esplorare la correlazione tra fattori ambientali (tossici) e lo sviluppo di malattie autoimmuni. Questi hanno evidenziato la correlazione con la vicinanza a miniere di carbone e discariche. Studi epidemiologici di questo tipo sono complessi oltre al fatto che non fornendo dati individuali non sono mai molto conclusivi
Ma accettiamo la sfida per eseguire una accurata revisione della letteratura in merito e valutare se ci sono spazi per disegnare uno studio.
Un cordiale saluto e buona domenica.

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