Sito Epatite C
Sito Epatite B
Sito Steatosi
Sito Cirrosi
Sito Tumori
Sito Trapianti
Portale Epatite e malattie del fegato
Malattie autoimmuni

Acido obeticolico, miglioramento di fibrosi e danno epatico in persone con steatoepatite non alcolica

L’acido obeticolico migliora rapidamente e in maniera sostenuta marcatori non invasivi di steatoepatite non alcolica e fibrosi avanzata oltre che i valori delle transaminasi. È quanto evidenziano due analisi secondarie dello studio REGENERATE (Randomized Global Phase 3 Study to Evaluate the Impact on NASH with Fibrosis of Obeticholic Acid Treatment) presentate durante il congresso dell’EASL 2020.

L’acido obeticolico è un agonista potente e selettivo del recettore FXR che, in vari studi, ha evidenziato efficacia sulla fibrosi epatica in pazienti con steatoepatite non alcolica (NASH).
Un’analisi ad interim a 18 mesi dello studio REGENERATE di fase 3 ha evidenziato miglioramenti della fibrosi di almeno 1 stadio nel 23% dei pazienti che avevano ricevuto OCA alla dose di 25 mg rispetto al 12% dei pazienti che hanno ricevuto placebo (p=0.0002). I miglioramenti della fibrosi sono stati evidenziati attraverso biopsia epatica con nessun peggioramento della NASH.

La biopsia è però costosa, invasiva e anche accompagnata da qualche rischio nella pratica clinica di routine del paziente.
Esistono test non invasivi (NIT) usati largamente in pratica clinica che possono ridurre o eliminare il ricorso alla biopsia epatica per monitorare la risposta al trattamento.

Pazienti trattati con OCA nello studio REGENERATE hanno riportato miglioramenti in alcuni NIT relativi alla fibrosi (es. APRI, FIB4, FibroSure, Fibroscan VCTE); i cambiamenti di questi marker riflettevano bene i miglioramenti istologici.

Punteggi non invasivi (NIT) come FibroMeter, FibroMeter VCTE (l'elastografia transitoria FM controllata dalle vibrazioni) e FAST (Fibroscan-AST) sono promettenti in pazienti con diagnosi di NASH e fibrosi e l’effetto di OCA su di essi è stato valutato in due analisi dello studio REGENERATE.
Una prima analisi aveva come follow up 18 mesi ed ha avuto come obiettivo la valutazione delle tre misure di fibrosi e NASH non invasive sopra citate dal basale a 18 mesi in pazienti con NASH e stadio di fibrosi 2 e 3.

Lo studio REGENERATE è un trial di fase 3, randomizzato che ha valutato OCA alla dose di 10 mg e 25 mg rispetto al placebo e aveva come endpoint miglioramenti della fibrosi di almeno 1 stadio senza peggioramento della NASH oppure una risoluzione della NASH senza peggioramento della fibrosi.

Sono stati inclusi pazienti adulti con NASH confermata da biopsia, NAS≥4 e stadio di fibrosi 2 o 3.
I pazienti della popolazione ITT (n=931) hanno ricevuto almeno una dose del trattamento in studio; i pazienti che avevano dati disponibili al basale sono stati valutati con i test non invasivi.

Le caratteristiche al basale dei tre gruppi di pazienti erano molto simili tra di loro con età media intorno ai 55 anni, per lo più donne con BMI intorno a 33 e con fibrosi allo stadio 3.
La misurazione al basale ha mostrato punteggi NIT più bassi per i pazienti allo stadio 2 di fibrosi rispetto allo stadio 3 senza differenze tra i gruppi nei punteggi.

Dopo 6 mesi di terapia, i pazienti hanno mostrato un miglioramento dose-dipendente nei test Fibrometer, fibrometer VCTE e FAST che si è mantenuto per tutto il follow up di 18 mesi mentre non c’è stato miglioramento nel gruppo placebo.

"I miglioramenti nel tempo sono stati generalmente coerenti nei pazienti che mostravano fibrosi di stadio 2 o 3 al basale", ha detto durante la sua presentazione Jerome Boursier, dell'Angers University Hospital in Francia. "Il trattamento con OCA è stato associato a cambiamenti favorevoli nel punteggio Fibroscan-AST."

In entrambi i gruppi di dosaggio OCA, Boursier e colleghi hanno osservato una risposta terapeutica, mentre non sono stati osservati miglioramenti nel gruppo placebo.
La seconda analisi dello studio REGENERATE presentata sempre durante il congresso dell’EASL ha valutato a 24 mesi il miglioramento dei valori delle transaminasi e di marker non invasivi come quelli usati nello studio precedente dopo trattamento con OCA.

In pazienti con dati disponibili dopo 24 mesi di terapia, 25 mg di OCA ha apportato miglioramenti nelle transaminasi durevoli e anche dei marcatori sierici non invasivi di fibrosi e rigidità epatica come VCTE, suggerendo un miglioramento continuo oltre il categorico beneficio istologico

Il miglioramento di questi marker è stato associato al miglioramento della fibrosi istologica e, secondo gli autori, i primi cambiamenti nei marcatori biochimici come l'ALT possono riflettere una ridotta infiammazione, considerando che i cambiamenti nella rigidità epatica sono una misura più diretta della fibrosi e potrebbero non essere osservati all'inizio del trattamento.

Il profilo degli eventi avversi nel sottogruppo di pazienti con dati a 24 mesi era coerente con quello osservato nella popolazione ITT complessiva e non sono emersi nuovi segnali di sicurezza.

Lo studio REGENERATE è ancora in corso e prossimamente avremo nuovi risultati clinici.

fonte: pharmastar.it

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!

Quando invii il modulo, controlla la tua casella di posta elettronica per confermare l’iscrizione