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I centri di cura

In questa sezione puoi trovare gli elenchi dei centri regionali che si occupano della presa in carico dei pazienti con Colangite Biliare Primitiva.
La mappa è in continua evoluzione ed aggiornamento ed è consultabile nella sezione dove curarsi del sito

Le terapie oggi disponibili

Il trattamento della CBP ha l’obiettivo di rallentare o arrestare la progressione della malattia, migliorare la sopravvivenza e ridurre i sintomi.

La terapia di prima linea è rappresentata dall’acido ursodesossicolico (UDCA) somministrato per via orale alla dose di 13–15 mg/kg/die. L’UDCA è un acido biliare naturalmente presente nell’uomo in piccole quantità, pari a circa l’1–3% del pool degli acidi biliari. È più idrofilo e meno tossico rispetto ad altri acidi biliari, oltre ad avere effetto di stimolazione della secrezione biliare, di detossificazione degli acidi biliari ed inibizione della morte degli epatociti.

Pertanto, somministrarlo ne aumenta la quota nel pool biliare, con effetti protettivi sull’epitelio biliare.
L’UDCA deve essere iniziato in tutti i pazienti al momento della diagnosi. La terapia con UDCA si è dimostrata in grado di migliorare la sopravvivenza libera da trapianto, indipendentemente dallo stadio di malattia, e mostrando un beneficio in termini di sopravvivenza anche nei pazienti con una risposta biochimica subottimale.

Una parte dei pazienti presenta una risposta biochimica incompleta o non tollera l’UDCA. Per questi pazienti sono oggi disponibili due nuove molecole: elafibranor e seladelpar, entrambi approvati come terapia aggiuntiva all’UDCA nei casi di risposta inadeguata o come alternativa terapeutica in caso di intolleranza all’UDCA. Elafibranor e seladelpar agiscono su dei recettori nucleari (PPAR), il primo con un agonismo combinato su due di essi (α e δ, il secondo con agonismo selettivo su un solo recettore (δ). Pur con meccanismi diversi, entrambi contribuiscono a modulare il metabolismo degli acidi biliari, alcune vie infiammatorie e processi metabolici.

Entrambe le molecole, oltre a mostrare un beneficio sulla risposta biochimica, hanno documentato un potenziale beneficio anche sui sintomi, quali prurito e fatigue. In particolare, l’utilizzo di elafibranor ha mostrato un beneficio significativo sulla astenia ed è stato associato a segnali di impatto favorevole sul prurito, mentre quello di seladelpar ha mostrato un beneficio significativo sul prurito e, secondariamente a questo, un miglioramento del risposo notturno e della astenia/fatigue.

Anche il bezafibrato, pur non essendo approvato specificamente per la CBP (off-label), è stato utilizzato per molti anni come terapia di seconda linea nei pazienti con risposta incompleta all’UDCA o con prurito significativo. Come elafibranor e seladelpar, agisce sui recettori nucleari PPAR, ma con un profilo più ampio, poiché attiva tutti i sottotipi recettoriali (α, γ e δ). La disponibilità di elafibranor e seladelpar, approvati specificamente per la CBP, ne ha ridotto l’utilizzo clinico.

Inoltre, di recente, il Linerixibat, avendo mostrato efficacia per il trattamento del prurito nei pazienti con CBP, è stato approvato dall’FDA (marzo 2026) specificamente con questa indicazione. Questo farmaco appartiene alla classe degli IBAT-i ed agisce bloccando il riassorbimento intestinale degli acidi biliari. Altre molecole di questa classe sono in fase di sperimentazione.
Nei casi in cui la malattia progredisca fino alla cirrosi scompensata o compaiano segni di disfunzione epatica, il trapianto di fegato rappresenta un’opzione terapeutica efficace, con ottimi risultati di sopravvivenza a lungo termine. Il trapianto è indicato anche in selezionati soggetti con prurito refrattario grave.

BOX – Cosa chiedere al medico (terapie)

  • Qual è la terapia più indicata per la mia situazione clinica?
  • Come valuteremo se la terapia è efficace?
  • Quali effetti indesiderati devo segnalare?
  • Esistono alternative terapeutiche se non rispondo al trattamento?

BOX RIEPILOGATIVO – Strategie terapeutiche nella CBP

Livello terapeuticoOpzioneIndicazione principale
Prima lineaAcido ursodesossicolico (UDCA)Tutti i pazienti fin dalla diagnosi
Seconda lineaElafibranor e SeladelparRisposta inadeguata o intolleranza a UDCA, possono migliorare i sintomi
Per il pruritoLinerixibatMiglioramento prurito
Stadio avanzato Trapianto di fegatoCirrosi scompensata o con segni di disfunzione Prurito refrattario in casi selezionati

BOX – Messaggi chiave

  • La terapia va iniziata e proseguita sotto controllo specialistico.
  • La risposta al trattamento viene valutata con esami periodici.
  • La ricerca clinica sta ampliando le opzioni terapeutiche disponibili.

Riferimenti bibliografici

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Il contenuto è stato revisionato scientificamente da:

Umberto Vespasiani Gentilucci, M.D., Ph.D. - Professore Ordinario di Medicina Interna, Coordinatore della Ricerca e della Terza Missione, Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università Campus Bio-Medico di Roma. Responsabile UOS Malattie Autoimmuni e Metaboliche del Fegato - UOC di Medicina Clinica ed Epatologia, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma;

Francesca Terracciani, MD, PhD - UOS Malattie Autoimmuni e Metaboliche del Fegato, UOC di Medicina Clinica ed Epatologia, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma.

Il progetto è stato realizzato grazie a un community Grant di Gilead Sciences (Community Award 2025)

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